
Fattoria Prattico
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Storia dell'Azienda
In un paesaggio collinare dolce e soleggiato, baciato da un clima nel quale si fondono le correnti d'aria marina con quelle montane, si estende la Fattoria Prattico, 70 ettari di superficie di cui 20 coltivati a vigneto e 5 a oliveto. La località, posta a confine tra Campania e Lazio, nel punto dove il fiume Garigliano disegna una grossa ansa, è conosciuta col toponimo di "Acquamara". Il comune è quello di Rocca d'Evandro, in provincia di Caserta, alle falde del vulcano spento di Roccamonfina. Tracce di un approdo romano sul Garigliano del IV secolo a. C., il porto di Mola, sono venute alla luce nelle immediate vicinanze della Fattoria. Accanto all'approdo, destinato alle piccole e veloci navi romane che da Minturno, risalendo la valle dell'Iri si spingevano sino alle pendici occidentali del vulcano, è venuto alla luce anche il complesso di magazzini e botteghe che ne faceva da cornice. Qui venivano imbarcati i pregiati vini dell'Ager Falernus ai quali Virgilio, Orazio e Plinio attribuivano la virtù di "accendere l'estro e domare l'ardore del corpo". Duemila anni più tardi il frutto della terra è sempre lo stesso, il suo nome rimanda alle varietà tipiche della Campania Felix: Aglianico, Piedirosso, Falanghina e greco. A condurre la Fattoria Prattico è Claudio Prattico, dottore agronomo, con master in enologia alla Cattolica di Milano. La storia dei suoi vini è iniziata nel 1979, quando giovane studente universitario di Napoli, si innamorò di questo angolo di paradiso.
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